Il punto sulla crisi in Medioriente

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In Cisgiordania è sciopero generale, chiusi gli uffici pubblici anche in Libano, in segno di solidarietà coi palestinesi e con la medesima richiesta, quella che Israele fermi la sua offensiva su Gaza, che ha già causato la morte di circa 18mila civili. Dopo che il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha detto no alla proposta di un cessate il fuoco a causa del veto degli Stati Uniti, domani il tema torna sul tavolo del palazzo di vetro, ma nella sede non vincolante dell’Assemblea Generale. E sempre dalle Nazioni Unite si rilancia l’allarme per una situazione umanitaria sempre più catastrofica a Gaza, con meta della popolazione che sta morendo di fame. Prende atto di quel veto il Rappresentante Europeo Borrell, che nella riunione di stamani coi 27 ministri degli Esteri suggerisce allora l’obiettivo minimo di una serie di pause umanitarie. Da Italia, Germania e Francia intesa per nuove sanzioni contro Hamas, accusato di aver causato il conflitto. Ma sale di tono qualche voce critica in Europa anche verso Israele. Il Belgio annuncia la messa al bando dei coloni israeliani violenti, ma, perché il passio abbia efficacia, chiede che venga esteso a tutto lo spazio Schengen.

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